Leggi la versione completa

Alperea Assurances

Fiscalità all’uscita dal PER: verificate l’origine dei vostri versamenti

Fiscalità all’uscita da un PER: perché distinguere versamenti dedotti e non dedotti prima di dichiarare una rendita o un capitale.

Di Sabri Hamda · Broker assicurativoAggiornato il 4 min di lettura
In questo articolo

Per comprendere la fiscalità all’uscita da un PER, iniziate individuando l’origine delle somme percepite e il trattamento fiscale dei versamenti durante la fase di risparmio. Questa distinzione aiuta a leggere le indicazioni per la dichiarazione quando il piano giunge a conclusione.

Il PER è una forma di risparmio a lungo termine che permette di ricevere al pensionamento una rendita vitalizia o, su opzione, un capitale. Prima di cercare una riga nella dichiarazione, individuate quindi anche la forma della somma ricevuta e il tipo di piano interessato.

Deduzione all’ingresso: cosa verificare

I contributi versati a un PER sono deducibili dall’imposta sul reddito. Le somme deducibili sono tuttavia soggette a un limite massimo.

È possibile rinunciare a questa deduzione; ciò comporta una fiscalità agevolata all’uscita dal piano. Per preparare la dichiarazione, verificate quindi quali versamenti sono stati dedotti e quali non lo sono stati.

Per ricostruire questo trattamento, rileggete le dichiarazioni dei redditi relative al periodo di risparmio. L’amministrazione indica che i contributi deducibili devono essere dichiarati nella sezione «Oneri deducibili (assegni alimentari, risparmio previdenziale ..)», alla fase 3 della dichiarazione dei redditi online.

La deduzione riguarda in particolare i nuovi piani individuali PERIN e i piani aziendali PERO o PERECO. Tenete a portata di mano il nome del vostro piano: le indicazioni sull’uscita riportate di seguito distinguono questi piani da altri dispositivi di risparmio previdenziale.

Prima della dichiarazione: classificare le informazioni

Procedete per domande per leggere le indicazioni fiscali nel giusto ordine:

  • Qual è il tipo di piano: PERIN, PERO, PERECO o altro dispositivo?
  • La somma ricevuta assume la forma di una rendita o di un capitale?
  • I versamenti all’origine della somma sono stati dedotti dall’imposta sul reddito?
  • La somma proviene dal risparmio salariale?

Mantenete queste distinzioni quando consultate i documenti e compilate la dichiarazione. Se l’origine o il trattamento di un versamento resta incerto, cercate di chiarirlo prima di scegliere una riga: il nome del piano, da solo, non risponde a tutte queste domande.

Uscita in rendita: distinguere l’origine delle somme

Una rendita vitalizia è una somma versata periodicamente fino al decesso del beneficiario. Le rendite devono essere dichiarate nella sezione «Pensioni, trattamenti pensionistici, rendite, rendite vitalizie a titolo oneroso» alla fase 3 della dichiarazione online.

L’amministrazione indica di dichiarare le rendite percepite all’uscita da un PERO, un PERIN o un PERECO nelle righe da 1AS a 1DS. Prevede tuttavia una distinzione in base all’origine delle somme.

Le rendite derivanti da un PERO, un PERIN o un PERECO e provenienti da versamenti non dedotti dall’imposta sul reddito o dal risparmio salariale si dichiarano nelle righe da 1AW a 1DW, e non nelle righe da 1AS a 1DS.

Per una rendita, non fermatevi quindi alla sola sezione generale: confrontate anche l’origine indicata nei vostri documenti con i casi descritti dall’amministrazione. Ciò permette di distinguere la riga generale da quella prevista per i versamenti non dedotti o il risparmio salariale.

Uscita in capitale PER: quale riga consultare?

Per un’uscita in capitale, iniziate verificando il dettaglio degli importi trasmessi dal gestore. Anche in questo caso, individuate prima il piano e l’origine della somma, poi esaminate la riga corrispondente.

Per un PERO, un PERIN o un PERECO, la parte del capitale dichiarata nelle righe da 1AI a 1DI è imponibile secondo gli scaglioni dell’imposta sul reddito, senza abbattimento e senza possibilità di utilizzare l’aliquota forfettaria del 7,5 %.

Se una parte del capitale proviene da versamenti volontari non dedotti o dal risparmio salariale, chiedete al gestore di distinguere i versamenti, i guadagni e gli importi da dichiarare. Confrontate il suo prospetto fiscale con le istruzioni della dichiarazione dell’anno interessato.

Le indicazioni sono diverse per alcuni altri dispositivi: l’amministrazione menziona le righe da 1AS a 1DS per il capitale proveniente da PERP, Préfon, contratto Madelin e «article 83», salvo scelta dell’imposizione all’aliquota forfettaria del 7,5 % o del sistema del quoziente.

Non trasferite quindi una riga da un dispositivo a un altro senza verificare le condizioni indicate. I riferimenti al capitale e alla rendita corrispondono ciascuno a una situazione di uscita: riprendete quello che corrisponde alle somme che avete percepito.

Una verifica prima di compilare le righe

Tornate alle dichiarazioni relative alla fase di risparmio per ricostruire il trattamento dei contributi, poi confrontate questa informazione con il tipo di piano e la forma dell’uscita. Se nei documenti compaiono più origini, abbiate cura di distinguerle invece di supporre che tutte le somme seguano la stessa riga.

Queste indicazioni sono informazioni generali, non una consulenza personalizzata. Verificate l’origine delle somme e le righe applicabili alla vostra situazione prima di compilare la dichiarazione.